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venerdì 16 marzo 2007

Non ho resistito

Ho appena fatto l'Add ai Punkreas.
Uno dei primi gruppi che ogni ragazzino ascolta. Ricorderò sempre quando l'allora giovanissimo Paganin comprò il loro cd Elettrodomestico. Subito dopo iniziò la corsa per recuperare gli altri lavori, di cui ora non ricordo il nome (e mi sembra troppo dispendioso, in termini di energie, cercare su google). Ebbene sì, anch'io sono un Punkreas-addicted, ho macinato centinaia di chilometri per vederli in passato. Memorabile la trasferta in treno fino a Treviso, dove c'era mi fratello ad aspettarmi: gran concertone al New Age. Insomma, c'è chi nasce musicalmente con il metal, chi con il grunge; io non mi lamento, sono nato con punk e ska nel cuore.

sabato 6 gennaio 2007

Lagwagon

I Lagwagon sono stati uno dei miei più grandi amori. Roba che indossavo la loro felpa, che andavo a vederli (due volte) dal vivo, che avevo tutti i cd, che facevo le cover con i Castelli Verdi (Alien 8, May 16, Smile, Mr Coffee). Il mio cd preferito è Let's Talk About Feelings, il secondo che ho comprato. Questa è Razor Burn ed è tratta dal loro terzo Lp "Hoss".

venerdì 29 dicembre 2006

Epitaph Records


Per chi inizia ad ascoltare il punk americano è impossibile non incontrare l'Epitaph Records, etichetta indipendente fondata nel 1981 da Brett Gurewitz. Inizialmente serviva per pubblicare i dischi dei Bad Religion, in cui Brett suonava la chitarra. Poi un po' alla volta l'Etichetta si ingrandì e raggiunse la fama mondiale con Smash degli Offspring nel '94. Tutti i più grandi gruppi punk americani hanno inciso per lei. Da ricordare: Nofx, Rancid, Pennywise, Bad Religion. Guardando quella lista ogni nome mi da un tuffo al cuore. Li amo tutti.
Verso la fine degli anni '90 l'Epitaph aprì anche tre succursali. A fiancheggiare l'etichetta madre (che si occupa principalmente di punk rock, emo core, hard core) si sono aggiunte la Hellcat di Tim Armstrong dei Rancid, che si occupa di Street Punk e Ska, la Anti che pubblica cose come Tom Waits, Micheal Franti e gli Youth Group, e la Burning Heart, specializzata in punk rock di base in Svezia (Millencolin, No Fun at All). Insomma un impero tentacolare "indipendente". Può esistere?
A guardare ora il sito dell'Epitaph mi viene una certa tristezza. Un sacco di gruppetti nuovi che mimano i My Chemical Romance, cioè quel misto di chitarroni o-mioddio-che-paura e melodie si-ma-in-fondo-sono-molto-fragile che mi fa proprio incazzare. Del resto il genere non è più di moda e si deve cercare di stare a galla in questo oceano di sovraproduzioni. Tra tanto niente emerge però un disco nuovo, non a caso di un gruppo già affermato a livello underground: "No Heroes" dei Converge. Quando tira fuori gli artigli, l'Epitaph sa ancora essere tra i primi della classe.

Fat Blonde Punk Guy


Una volta, quando ero ancora ciccione e biondo, andavo matto per il punk rock. Ora non è mia intenzione aprire la consueta parentesi su cosa sia punk o no, anche se non escludo di farlo in futuro. Il punk che piaceva a me non era quello inglese del '77, che ho rivalutato in seguito. Bensì quallo adrenalinico, scanzonato, anabolizzato tipico della California. Chi non ha amato i Nofx? O i Lagwagon, i Bad Religion, i No Use for a Name? Da ciccione biondo, non solo ascoltavo tutta questa magnifica scena, ma indossavo anche le felpe e mi atteggiavo a novello Fat Mike con il mio gruppo Castelli Verdi. Ho aperto migliaia di parentesi. Tutte degne di essere approfondite. Per questo do inizio a questa nuova rubrica: "Fat Blonde Punk Guy". Per parlare di qualcosa che davvero amavo e che per qualche motivo amo un po' meno.