giovedì 1 marzo 2007

Juxtabrunch @ Rocket

Com'è stare su un palco distrutto? Si potrebbe chiedere all'orripilante gruppo crossover che ha avuto la sfortuna di suonare dopo Pete l'agitatore e i suoi Juxtas. Eh, si sono arrabbiati, hanno dato per due volte del Testa di Cazzo all' "innoquo" Tommy, hanno sfogato la loro inutile rabbia repressa post adolescenziale con delle inutili canzonette metal represse anni '90. Ma non è stato il peggio della serata di ieri al Rocket di Milano. Per noi, suonare davanti a gente che non è proprio del genere, per usare un eufemismo, è stato il peggio. Non ricevere nemmeno una birra in cambio è stato il peggio. Non sentire assolutamente un cazzo sul palco è stato il peggio. Il dover sorbirsi la merda della merda della scena milanese è stato il peggio.

Che poi, sta scena milanese mi pare un po' patetica. Mi tocca dar credito ai soliti clichè che vedono il milanese un po' stronzo e sbruffone soprattutto con chi non è della metropoli. E anche il buon Vale, milanese d'adozione, avvalora la mia pseudo-tesi.
Comunque sarò un provinciale del cazzo, ma intanto un service così poco professionale non l'ho trovato nemmeno alla festa dell'unità di Bosco Mesola. 3 chilometri di cavi sul palco, suoni assolutamente indecenti, spie regolate con i piedi. In una stanza grande 40 metri quadrati (con una possibiltà d'errore del 20%), non si può amplificare tutta la batteria, è eticamente sbagliato. Per non parlare poi di quei fottutissimi toms (i tamburi che stanno sulla cassa della batteria) anni '80 veramente troppo metal.

Per quanto riguarda il nostro concerto, il primo con Ale al basso, è stato punk rock fino al midollo, a parte l'ormai consueto divertissement Ride the Snow Ball, già un classico. Finale cazzuto con la solita cover (per scoprire qual'è dovete aspettare uno dei prossimi concerti) e demolizione del palco. E poi blah blah blah di tutti i nostri detrattori.

10 commenti:

makka ha detto...

@ mancho: dai serve a farsi ulteriormente le ossa. Riconosco che il pubblico metal (così come spesso i musicisti che ci sguazzano dentro) siano una manica di ignoranti pecoroni pronti a piangersi addosso perchè nessuno rispetta loro e i loro dischi preferiti e sempre in prima linea a denigrare il resto del mondo musicale, che non solo di loro se ne frega smodatamente, ma che neppure conoscono. Molto simile all’atteggiamento da te adottato, in questo post, se ci pensi bene. Ma avrai scritto questo post che eri un po’ iracondo (ti capisco benissimo). Vi aspettiamo in bar, per un concertino primaverile. Che vi sputo la birra addosso---uh…

don Mancho ha detto...

Il fatto è che c'è troppo scarto di mentalità. Tutto quello che piace ai metallari è difficile possa piacere anche agli indie-boyz. Io ci provo eh, ma proprio non ce la faccio! Dopo un po' che vedo certi atteggiamenti, inizio a bestemmiare.

makka ha detto...

mah...secondo me è più semplice di quanto sembri. basta rimanere super partes e non farsi troppe seghe mentali. c'è roba buona in entrambi i generi: basta non farsi lasciar influenzare troppo dai fattori esterni (inteso amici, trend, mass media ecc.) Personalmente distinguo in: mi piace/mifacagare, mi interessa/non mi interessa. tutto il resto(locale,pubblico, acustica,ecc.) sono semplicemente scuse o palliativi, per quanto mi riguarda. Poi ognuno predilige determinati generi ma precludersi buona musica per partito preso mi sembra da stolti (pop o metal che sia).

don Mancho ha detto...

Ok. Ma nel momento in cui devi per forza di cose avere un rapporto di tipo "logistico" ti rendi conto di altri aspetti. Li odi mentre fanno il soundcheck, mentre provano gli strumenti, mentre cercano di dimostrare di essere i profeti del rock mondiale con l'ostentazione della tecnica. Makka ti posso assicurare che cerco di essere super partes, ma lì mi chiedo come degli uomini di 20 e passa anni possano ancora essere così. Io certe figure le facevo a 15 anni, e forse neanche. Esempio: il cantante di un gruppo prova la voce, e per farlo utilizza il cantato di Under the bridge dei RHCP, ma in una versione crossover, con lamenti e tutto il resto. Dopo 5 minuti che stanno equalizzando la voce, il cantante dice: "si, ma non canto così dopo, canto così ahhhhhhhhhhhhh" e caccia un urlo che non ha proprio ragione d'essere, soprattutto se è mezz'ora che stai mixando la voce in un modo che poi non userai. Noi che eravamo lì, dopo due o tre bestemmie, siamo usciti e abbiamo aspettato che finissero.

makka ha detto...

Capisco. Se una band affronta il soundchef con umiltà e modestia, ascoltando quanto propone il fonico, probabilmente è in grado di affrontare qualsiasi frangente live. Adoro le band che salgono sul palco e basta che contino un 4 che partono. Che in realtà i suoni si regolano prevalentemente durante la prima canzone, quando nel locale c’è già gente.
Quelli che stanno lì ½ ora a spaccare il cazzo poi si beccano dei suoni di merda perché esasperano il fonico. E’ un dato di fatto.

don Mancho ha detto...

Tra l'altro: l'organizzazione si è raccomandata di essere puntuale per il check, e sono stati tutto il pomeriggio a provare, anche un'ora a gruppo. E' servito a qualcosa? No!

Poi: di solito l'ultimo gruppo che fa il check è il primo che suona, così tiene gli strumenti montati e checkati sul palco. Lì no. Prima del concerto hanno rismontato tutto ed è salito un gruppo che aveva fatto il check per secondo. Mai vista una cosa del genere.

makka ha detto...

in che sala giochi di milano avete suonato?

don Mancho ha detto...

Si chiamava Manhattan...mah!
Comunque il posto è fighissimo.

Oliviero ha detto...

mi spiace che l'esordio juxta di ale sia stato minato da 'ste robe.
Ale, ti promettiamo che faremi di tutto per rimediare domenica!

Anonimo ha detto...

Mamma mia olli ho già paura.
uhaaaaa

banALE